Narni centro d’Italia con un sotterraneo – museo.

Narni è il centro d’Italia. E già questo sarebbe sufficiente per far capire la curiosità che attira i visitatori a venire in questa cittadina in provincia di Terni. Naturalmente, poi, sono anche molti altri i motivi che portano i turisti da queste parti. Partiamo da quelli culinari perché l’Umbria è davvero la culla della buona cucina.

Tra le delizie locali più ricercate citiamo la zuppa del diavolo, ravioli e gnocchetti di pane con ragù di salsiccia e fagioli. La prima si chiama così perché è molto piccante, l’ideale per chi ama i sapori forti. E’ a base di cereali e legumi. Pure Narni offre al viandante affamato le specialità umbre: funghi e tartufi, asparagi, carne di anatra, lepre e cinghiale, i tanti insaccati (citiamo il capocollo, la porchetta, il cojone de mulo, la corallina, la salsiccia di cinghiale, i salumi di daino, il lombetto, il prosciutto di Norcia Igp, la ventresca i mezzafegati, il barbozzo (o barbazza) e i formaggi (caciotte, pecorino umbro, ricotta salata). E ancora: i crostini di fegatini di pollo, la pasta fresca fatta in casa (come le cordelle del frate), i manfricoli, gli strozzapreti, le ciriole, gli umbricelli, i passatelli. Troviamo anche torta al testo e torta al formaggio, schiacciata al formaggio. E vini del calibro del ciliegiolo.

Tra i dolci, a Narni potete gustare il pampepato, i tozzetti, la nociata, i moscaccioli, le pinolate, i pamellati, la rocciata e il brustengolo (a base di farina di mais, pinoli, noci, nocciole e fettine di mele) cotto al forno. Ora che vi è venuta l’acquolina in bocca, proseguiamo il nostro viaggio a Narni con gli eventi principali che propone la città.

 

La Corsa all’Anello per dominarli.

Uno su tutti: la Corsa all’Anello, che appassiona e attira sempre molti curiosi. Si svolge il 3 maggio, in occasione del festeggiamenti di San Giovenale, patrono della città. È una rievocazione medievale, che inizia nell’ultima settimana di aprile per culminare nella corsa del 3 maggio. C’è tutta una preparazione, con il banditore che gira per la città e ad alta voce enuncia il bando. Ci sono poi gli abbigliamenti tipici e infine la voglia di vincere dei tre rioni che compongo la città. L’abilità sta nell’infilzare un anello sospeso con la lancia. Un dispositivo elettronico sgancia automaticamente l’anello avversario quando l’altro viene preso. La gara si svolge su un tracciato di tipo ellissoidale. Ogni terziere ha a disposizione tre cavalli e tre cavalieri, ma la contesa viene fatta da due cavalieri alla volta, ciascuno per ciascun terziere.

Gli altri eventi che affascinano sono il Narni Black Festival, il Festival del film restaurato, la corsa delle carrette, la Festa della castagna e del vino novello, Narni Sport Night, Narnia arts academy, International Masterclass e il raduno delle auto storiche ‘Sulle strade del Gattamelata’.

Parlando di musei, Narni Sotterranea è assolutamente da vedere almeno una volta nella vita. La visita va prenotata e dura circa un’ora e mezza. Si tratta di una costruzione sotterranea, visitabile in parte. Il sito archeologico è all’interno del convento di San Domenico, con ingresso da una antica chiesa del XII secolo, scoperta e riportata alla luce soltanto nel 1979. Al suo interno si trovano affreschi antichissimi. Si visita per prima la sala della cripta e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, che a quei tempi era la cattedrale di Narni. Qui è stato trovato un mosaico bizantino del VI secolo. In un altro locale, tramite un video, si può vedere l’antico acquedotto romano della Formina, quindi ecco un’ampia stanza dove una volta si svolgevano interrogatori da parte del Tribunale dell’Inquisizione. La chiamano ‘stanza di tormenti’, insomma delle torture. L’ultima stanza è una cella di isolamento, al cui interno ci sono molti graffiti. L’acquedotto romano si può visitare solo nella bella stagione (da maggio a ottobre). Si deve attraversare un condotto stretto, lungo 700 metri, e si viene forniti di casco e assicurazione. Si esce da una scala a chioccia scavata letteralmente nella roccia, da un pozzo profondo 18 metri.

Luogo simbolo di Narni è la Rocca di Albornoz, che domina la valle. È stata prima fortezza, poi dimora di papi e condottieri. Ogni stanza mostra la vita di un tempo. Arrivati in cima, dopo un’ora, la vista è mozzafiato su tutta la Valnerina. A quanto pare, la Rocca avrebbe ispirato il romanzo ‘Le cronache di Narnia’. Nel Duomo di Narni sono conservate le spoglie di San Giovenale. E ancora: Palazzo dei Priori con la torre civica e la loggia del Gattapone.

Non è ancora finita. A Narni c’è il Museo Eroli, ospitato dal Palazzo Eroli, costruito tra il 1600 e il 1700, ha ospitato la nobile famiglia narnese fino al 1984, quando è stato acquistato dalla Provincia di Terni. Qui, in ben 2.700 metri quadrati, ci sono opere pittoriche, scultoree e archeologiche che danno la possibilità di ricostruire la storia della città. Al suo interno si svolgono anche mostre, presentazioni di libri e pubblicazioni, convegni, incontri di approfondimento e percorsi didattici per adulti e bambini. È diviso in due aree; quella archeologica, con reperti dell’epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere che vanno dal XIV al XVIII secolo. Troviamo opere come l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia e il sarcofago ligneo decorato, infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303.

Il Teatro Comunale di Narni è intitolato a ‘Giuseppe Manni’. La decisione di costruirne uno scaturì nel 1845, l’inaugurazione avvenne nel 1856. Il telone rappresenta un episodio guerriero del Gattamelata. Il sipario si aprì per la prima volta il 3 maggio del 1856, in occasione di San Giovenale. In molti arrivarono dai paesi vicini, ma pure da Roma. L’onore della ‘prima’ fu per ‘La Traviata’ che la censura cambiò in ‘Violetta’. Originariamente, il teatro aveva una capienza di 700 persone, oggi scese a 350. E’ costituito da tre ordini di palchi in numero di 17 e dal loggione.

Non ci resta che citare i personaggi che più hanno dato lustro a Narni dopo esserci nati. Bruno Cagli, critico musicale, musicologo e saggista italiano, è stato presidente e sovrintendente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma. Di certo più famoso è stato Erasmo da Narni, detto il Gattamelata. Condottiero e capitano di ventura, fu al servizio della Repubblica di Firenze, poi dello Stato Pontificio e infine della Repubblica di Venezia, da cui ottenne la carica di capitano generale. Abilissimo stratega militare, difese la Serenissima dai Visconti e riuscì pure a conquistare Verona. Al Gattamelata Donatello ha dedicato una statua equestre in bronzo, su commissione della vedova Giacoma Bocarini Brunori, originaria di Leonessa, attualmente a Padova nei pressi della Basilica del Santo.

Lucia Broccadelli, nota come Lucia di Narni, è stata una suora domenicana e mistica, oggi venerata come beata dalla Chiesa cattolica. Alvinio Misciano è stato tenore lirico di fama mondiale. Marco Cocceio Nerva Cesare Augusto, conosciuto semplicemente come Nerva, è stato imperatore romano, primo degli imperatori adottivi, regnante dal 18 settembre del 1996 alla morte nel 98.