Gubbio, dove l’Albero di Natale è nel Guinness

Gubbio, dove l’Albero di Natale è nel Guinness.

Gubbio è una cittadina in provincia di Perugia. Fa parte sia della Comunità Montana Alto Chiascio, dell’Associazione nazionale città del tartufo e dell’Associazione italiana città della ceramica. Ricca di fascino, di ottimo cibo, di cose da vedere e da fare.

Com’è consuetudine, iniziamo proprio dai piatti che dovete assaggiare. Da queste parti, si fa molto uso di ricette antichissime e di materie prime che provengono esclusivamente da allevamenti e dal territorio. Piace dunque la genuinità di ciò che si ritrova a tavola. A cominciare naturalmente dal tartufo bianco, ma anche nero, e dalla qualità dell’olio, considerato uno degli extravergini migliori d’Italia grazie al retrogusti un po’ piccante e amarognolo.

L’imbrecciata, minestra di cereali e legumi, e la cipolla sotto la brace sono due specialità. La prima ha origini davvero molto antiche. Anche a Gubbio, come nel resto dell’Umbria, gli stringozzi al tartufo costituiscono un primo piatto di gran gusto. Se il tartufo bianco o nero sono i condimenti che più facilmente vengono utilizzati, c’è chi utilizza invece asparagi, sugo d’oca e funghi porcini. La crescia al panaro è una focaccia che può essere usata come pane o farcita. Si prepara con acqua, farina, lievito e viene cotta sotto la cenere sul cosiddetto ‘panaro’, lastra circolare di ferro battuto.

Il Friccò all’eugubina, di pollo, anatra, agnello o coniglio, è apprezzatissimo dai turisti. Le carni bianche vengono stufate e insaporite poi con rosmarino e salsa di pomodoro. Viene quindi cotto e sfumato con vino bianco e aceto di vino bianco. Solitamente si accompagna con la crescia di cui abbiamo già parlato. Il Baccalà alla ceraiola si cucina il 15 maggio, in occasione della Festa dei Ceri. Si lascia ammollo il baccalà per un paio di giorni (anche nel latte), quindi si impana e viene cotto al forno insieme a rosmarino, sale, pepe e vino bianco. Non ci siamo dimenticati gli antipasti: oltre ai salumi e ai formaggi, potete assaggiare i crostoni di cavolo e i crostini di fegatelli.A questo punto, resta solo da parlare dei dolci di Gubbio. I Ganascioni delle Suore di Santa Lucia si possono gustare con la barcarola, bevanda a base di caffè d’orzo e mistrà.

 

La Festa dei Ceri fa concorrenza al Natale.

Gubbio si colora di eventi e di argomenti in particolare a Natale. Il 7 dicembre, infatti, viene acceso l’enorme Albero, sulle pendici del Monte Ingino: 350 metri di larghezza e 650 di altezza, con centinaia di luci colorate. È ovviamente l’attrazione principale del periodo natalizio e sono in tanti a venire a Gubbio solo per ammirare questo Albero gigantesco. Facendo poi un giro tra le mura cittadine per guardare i presepi viventi e non che vengono allestiti. Pensate che l’Albero fu acceso per la prima volta nel 1981, dieci anni dopo era già nel libro dei Guinness come il più grande al mondo. Costituito da 750 punti luminosi – 250 di colore verde per la sagoma, 300 multicolore per il corpo centrale, 200 per la stella – collegati tra loro da 8.500 metri di cavi. Viene acceso ogni sera dal tramonto a tarda notte, fino al 10 gennaio.

Assolutamente da vedere il presepe con pastori a grandezza naturale nei vicoli medievali del quartiere di San Martino. Nonché la rappresentazione vivente della Natività nel quartiere San Pietro. Non mancano i mercatini, le mostre mercato, la slitta di Babbo Natale per un giro in centro. L’altro grande evento che porta a Gubbio migliaia di visitatori è la Festa dei Ceri del 15 maggio, in onore del patrono Sant’Ubaldo. Tre pesanti macchine di legno vengono portate a spalla in una sorta di staffetta. L’ordine dei tre Ceri è sempre lo stesso: Sant’Ubaldo patrono di Gubbio, San Giorgio e Sant’Antonio. L’ultima domenica di maggio, sempre in omaggio al patrono, si svolge il Palio della Balestra. E ancora: il Venerdì Santo si celebra la processione del Cristo Morto, accompagnata dal canto del Miserere.

A settembre, si organizza il pellegrinaggio ‘Sentiero di Francesco’: 40 chilometri da coprire in tre giorni per ripercorrere la strada che San Francesco fece tra il 1206 e il 1207. Nella prima settimana di ottobre, spazio al Festival del Medioevo, con lezioni, incontri con gli autori e con storici e saggisti. E anche mostre, mercati, la fiera del libro medievale, film, rievocazioni storiche, spettacoli, concerti, laboratori per i più piccoli, erbari, giochi di ruolo e visite culturali guidate. Cultura, ovvero musei e teatri. Certo, non mancano. Ci sono quello Diocesano, quello di Palazzo Ducale, il Civico di Palazzo dei Consoli, l’Antiquarium del Teatro Romano, il Museo delle Memorie Ubaldiane, I CERI – enyoj & share: Centro promozionale e di documentazione sulla Festa dei Ceri, il Museo Torre di Porta Romana, il Museo della Balestra al Palazzo del Bargello, il Museo – Laboratorio multimediale ‘Gola del Bottaccione/Archivio della Terra’ nel complesso monastico di San Benedetto.

Al Teatro comunale ‘Luca Ronconi’ risale al 1713, data in cui fu iniziata la sua costruzione, diversa e più piccola di quella odierna. Internamente, l’edificio fu progettato e decorato nel 1737 dall’architetto Maurizio Lottici e dal pittore Giovanni Mattioli. L’inaugurazione durante il Carnevale del 1738. Dal 1822 in poi è un periodo di profonda trasformazione dell’edificio. Una nuova inaugurazione è dunque d’obbligo, nel 1862. Tra il 1919 e il 1920 altri lavori di restauro, tinteggiatura e decorazione. Nel 1961 viene dichiarato inagibile per le precarie condizioni statiche. Nel 1975 si parte con i lavori di ripristino, dieci anni dopo sono conclusi. Ed ecco la terza inaugurazione il 24 marzo del 1985. Il 4 novembre del 2015 il teatro è stato intitolato al Maestro Luca Ronconi.

Chi è nato a Gubbio e oggi viene ricordato? Di sicuro Ubaldo Baldassini, vescovo della città nel XII secolo e oggi venerato come santo.  Santuccia Carabotti o Terrabotti è stata una religiosa italiana. Da lei prende il nome delle ‘Santucce’, l’ordine delle benedettine ‘Ordo Santucciarum’ fondato nel XIII secolo. Non possiamo poi non nominare Federico da Montefeltro, definito Federico III da Montefeltro: condottiero, capitano di ventura e signore rinascimentale. Dal 1474 alla morte divenne conte di Urbino. Spese parte delle sue fortune per edificare il Palazzo Ducale di Gubbio. Forte Gabrielli, religioso e oggi Beato della Chiesa Cattolica. Rodolfo Gabrielli, noto come San Rodolfo Vescovo, è stato un monaco benedettino, vescovo di Gubbio dal 1059 al 1064. E ancora: Oderisi da Gubbio, miniaturista, è diventato ‘immortale’ perché citato da Dante Aligieri nella Divina Commedia.